
Lunedì 2 novembre è l’ultimo giorno per inviare la dichiarazione dei redditi. Il termine ordinario sarebbe il 31 ottobre, ma quest’anno cade di sabato e slitta al primo giorno lavorativo successivo. Riguarda tutti i titolari di partita IVA. Chi è in regime forfettario presenta il modello Redditi, non il 730. Per chi non è sicuro, è utile ricordare cosa controllare prima di inviare la dichiarazione dei redditi.
Per avere conferma dal tuo commercialista, è utile sapere cosa controllare prima di inviare la dichiarazione dei redditi; probabilmente è tutto in ordine.
Gli incassi che ti ho mandato sono tutti e solo quelli arrivati sul conto?
Nel regime forfettario conta la data dell’incasso, non quella della fattura. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio appartiene all’anno dopo; una emessa a novembre e saldata subito appartiene a quest’anno.
È la distinzione che genera più correzioni dell’ultimo minuto, soprattutto se durante l’anno hai mandato allo studio le fatture emesse invece dell’estratto conto. Il confronto si fa una volta sola, e conviene farlo adesso. Se hai usato un conto solo per il lavoro è questione di dieci minuti; se hai incassato su più conti o con sistemi di pagamento diversi, vale la pena guardarli tutti prima di confermare.
Da questa dichiarazione, cosa mi aspetta il 30 novembre?
È la domanda che quasi nessuno fa, ed è la più utile delle tre.
La dichiarazione non chiude l’anno: lo apre sulla scadenza successiva. Il secondo acconto del 30 novembre nasce dai numeri che stai per confermare, e arriva quattro settimane dopo. Farla oggi significa avere un mese per organizzare la cassa. Farla il 25 novembre significa averne cinque giorni.
Non serve nemmeno che il numero sia definitivo. Serve che sia un ordine di grandezza, e che arrivi prima che il mese cominci.

C’è qualcosa, nella mia situazione di quest’anno, che dovremmo guardare prima di inviare?
È una domanda volutamente aperta, e serve proprio a questo: a far emergere quello che non sai di dover chiedere.
Un anno andato molto diversamente dal precedente, un cambio di attività, un ingresso o un’uscita dal regime, una posizione previdenziale che è cambiata in corso d’anno. Sono tutte cose che si valutano prima dell’invio. Dopo, le opzioni si riducono.
Se la risposta è «no, è tutto come l’anno scorso», hai speso trenta secondi. Se è qualcos’altro, hai guadagnato una settimana.
Tre domande, cinque minuti
Il tuo commercialista i numeri ce li ha già. Quasi sempre manca solo che qualcuno gli faccia la domanda giusta mentre c’è ancora tempo per usare la risposta.
Da qui al 2 novembre restano pochi giorni, e quella scadenza la gestisce lui. Da qui al 30 novembre ce ne sono poco più di quattro, e quella la gestisci tu: il modo per arrivarci senza sorprese è sapere già oggi che ordine di grandezza ti aspetta.
Se vuoi farti un’idea di quanto mettere da parte, il calcolatore di SmartRate è gratuito e ci metti un minuto. L’importo esatto da versare il 30 novembre, invece, resta una domanda da fare a chi ti segue.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e si riferiscono alla normativa in vigore alla data di pubblicazione. Per valutazioni sulla tua situazione specifica rivolgiti al tuo commercialista.